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lunedì 7 febbraio 2011

L'attacco: il lavoro dei piedi

Fondamentale per impostare un buon colpo di attacco è il lavoro della fase dei piedi prima dello stacco. Infatti, partendo dal pressupposto che la rincorsa deve essere sviluppata in accelerazione, ecco che determinante diventa il lavoro dei piedi. Devo aspettare e poi entrare accelerando per favorire la salita delle braccia. Una rincorsa in decelerazione o peggio ancora un arrivo per aspettare la palla poi porta a un colpo d'attacco poco potente. Molta importanza hanno i due appoggi finali. Il lavoro di appoggio deve essere effettuato prima con il tallone poi con la punta del piede per sfruttare la spinta in aria che può dare questo movimento di battuta (come nel salto in alto). Per lo stesso motivo il penultimo appoggio deve cercare di essere più lungo possibile, per trasformare la rincorsa in spinta verticale. Il penultimo appoggio deve essere lungo e radente per non disperdere energia che poi mi deve servire per il salto. Un balzo per poi cercare la spinta verso l'alto mi farebbe perdere potenziale nel salto che ne subirebbe sicuramente uno svantaggio

mercoledì 2 febbraio 2011

Attacco: fondamentale lavorare bene per prevenire gli infortuni, ecco le basi tecniche

L'attacco è un fondamentale importante che si deve sviluppare bene nelle categorie under 13 e under 14. E' un fondamentale importante perché se insegnato male può far sviluppare degli infortuni alla spalla. Nella pallavolo infatti si batte e si attacca molto e quindi è necessario pareggiare tutto il lavoro di chiusura, che si fa nel normale svolgimento del gioco della pallavolo, con delle aperture effettuate con degli elastici (ciò comunque sarà difficile). In under 13 i problemi sono maggiori perché il pallone per le nostre giocatrici ma anche per i giocatori è pesante e una tecnica errata può portare con il tempo a danni pesanti anche alla schiena. Innanzitutto bisogna eseguire gli ultimi due appoggi nella sequenza destro-sinistro (stiamo facendo il caso di un destro, per il mancino tutto sarà ribaltato) per avere poi anche maggior equilibrio. Il passo di rincorsa deve essere radente al suolo per non disperdere poi energia, accumulata grazie alla rincorsa, che mi servirà per il salto. Per questo bisognerà assolutamente evitare di far effettuare dei balzi alle nostre atlete. Gli ultimi due appoggi devono essere effettuati in accelerazione anche per favorire il richiamo delle braccia verso l'alto. Il sinistro, ultimo appoggio, deve servire da perno e quindi deve avere la punta del piede rivolta verso l'interno per favorire la verticalizzazione del salto. Il colpo sulla palla? Al momento di impatto della mano con la palla la sfera deve essere sopra la spalla con il braccio disteso alla massima altezza e cioè con il braccio di fianco alla testa. Porre attenzione anche alla ricaduta che deve essere effettuata per ammortizzare la discesa. Per questo bisogna ricadere prima di tutto sulle punte per poi utilizzare tutta la pianta del piede e le ginocchia per attutire la ricaduta dal salto.

martedì 4 gennaio 2011

Esercizi analitici per migliorare la tecnica d'attacco

Ecco alcuni suggerimenti per effettuare un lavoro analitico per migliorare la tecnica d'attacco.
Il primo suggerimento è quello di curare la rincorsa e il braccio di attacco. Successivamente si potrà lavorare con un lavoro di sintesi per migliorare la globalità del gesto. La prima fase è la cura della fase rincorsa-stacco. Questa azione la si può migliorare facendo partire la giocatrice in posizione di equilibrio sul piede opposto al braccio di attacco per poi farle eseguire l'azione destro - sinistro. Un altro sistema è quello di far partire l'atleta da un piccolo rialzo per poi farle eseguire la fase destro-sinistro. Poi si può inserire la rincorsa. Si può fare autolancio, rincorsa e presa a due mani della palla alla massima altezza. E' importante in questa fase curare l'anticipo delle braccia: ossia gli arti devono già salire per caricare il colpo prima che atleta si stacchi da terra. Per sensibilizzare la fase aerea con due braccia si può far schiacciare all'atleta la palla a due mani nell'altro campo. Ora si può iniziare a lanciare la palla all'atleta purchè il lancio sia abbastanza basso, quasi come un mezza, per far concentrare l'atleta solo sulla tecnica e non farla preoccupare del tempo sulla palla. Per quanto riguarda il colpo sulla palla meglio prima eseguirlo con palle di dimensioni ridotte rispetto a quella usuale, magari piedi a terra e poi con la rete più bassa.

lunedì 3 gennaio 2011

L'attacco: la progressione dagli 8 ai 12 anni

L'attacco è sicuramente il fondamentale che attrae di più i giovani e è quello più facile da far comprendere ai ragazzi anche in giovane età, non così facile per la difesa. L'attacco può essere definito come è la tecnica conclusiva di un’azione di squadra con la quale il giocatore manda la palla nel campo avversario cercando di darle una traiettoria la più tesa, veloce ed insidiosa possibile con l’obiettivo che non sia rigiocata, cercando di ottenere il punto. Il procedimento d'insegnamento può essere suddiviso in 5 fasi:
1 - studio del comportamento degli arti superiori nel colpire la palla
2 - studio del comportamento degli arti inferiori e del tronco attraverso lo stacco
3 - effettuazione della schiacciata a palla ferma e coordinamento degli arti superiori col corpo
4 - effettuazione della schiacciata con alzata fissa ed uguale
5 - la schiacciata nella sua globalità con alzata normale
A 8 anni si può allenare la fase 1, a 9 la fase 2, a 10 la fase 3, a 11 la 4 e a 12 la 5.

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