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giovedì 3 marzo 2011

La difesa: qualità caratteriali e fisiche del difensore

Qualità caratteriali del difensore: 
- Capacità di anticipazione cioè la capacità di leggere l’attaccante avversario e la situazione tattica per predisporre in anticipo tecnica e posizione in campo migliore.
 -Aggressività, coraggio, pazienza: è un fondamentale in cui si toccano pochi palloni nell’arco dell’incontro, ma per difendere quei pochi palloni, che diventano molto importanti proprio perché sono pochi, occorre una grande determinazione e volontà.

Qualità fisiche del difensore:
- Rapidità: a livello degli arti superiori per intercettare palloni veloci
- Velocità di spostamento: a livello degli arti inferiori per posizionarsi al meglio sotto la palla
- Mobilità articolare: per assumere angoli estremi
- Forza arti inferiori: per mantenere e uscire da posizioni estreme
- Capacità coordinative
 

venerdì 18 febbraio 2011

La difesa: misuratore della capacità agonistica e mentalità della squadra

La difesa può essere visto come il termometro per misurare lo spirito agonistico di una squadra, la sua mentalità, la tenacia e la voglia di vincere. Spesso il recuperare un pallone a terra è solo una questione di volontà. Predisposizione che deve essere allenata nelle sedute. La difesa non è una situazione di inferiorità rispetto all'attacco ma è una situazione in cui l’esaltazione del sistema percettivo e di elaborazione tattica, può compensare difficoltà dal punto di vista motorio (difficile diventare un ottimo ricettore ma la difesa misura la volontà e la passione di un atleta e tutti possono diventare dei buoni difensori). Per questo il tuffo è una pratica da insegnare ma bisogna inseguire la possibilità di evitarlo proprio perché è una compensazione a una lettura inefficace della situazione di gioco.
L'allenamento si basa su 4 fasi:
-Valutazione ed elaborazione tattica dei dati
- Applicazione delle tecniche di difesa.
- Protezione del proprio campo (schieramento e posizionamento).
-Stretto collegamento tra difesa, alzata e contrattacco.

lunedì 7 febbraio 2011

L'attacco: il lavoro dei piedi

Fondamentale per impostare un buon colpo di attacco è il lavoro della fase dei piedi prima dello stacco. Infatti, partendo dal pressupposto che la rincorsa deve essere sviluppata in accelerazione, ecco che determinante diventa il lavoro dei piedi. Devo aspettare e poi entrare accelerando per favorire la salita delle braccia. Una rincorsa in decelerazione o peggio ancora un arrivo per aspettare la palla poi porta a un colpo d'attacco poco potente. Molta importanza hanno i due appoggi finali. Il lavoro di appoggio deve essere effettuato prima con il tallone poi con la punta del piede per sfruttare la spinta in aria che può dare questo movimento di battuta (come nel salto in alto). Per lo stesso motivo il penultimo appoggio deve cercare di essere più lungo possibile, per trasformare la rincorsa in spinta verticale. Il penultimo appoggio deve essere lungo e radente per non disperdere energia che poi mi deve servire per il salto. Un balzo per poi cercare la spinta verso l'alto mi farebbe perdere potenziale nel salto che ne subirebbe sicuramente uno svantaggio

mercoledì 2 febbraio 2011

Attacco: fondamentale lavorare bene per prevenire gli infortuni, ecco le basi tecniche

L'attacco è un fondamentale importante che si deve sviluppare bene nelle categorie under 13 e under 14. E' un fondamentale importante perché se insegnato male può far sviluppare degli infortuni alla spalla. Nella pallavolo infatti si batte e si attacca molto e quindi è necessario pareggiare tutto il lavoro di chiusura, che si fa nel normale svolgimento del gioco della pallavolo, con delle aperture effettuate con degli elastici (ciò comunque sarà difficile). In under 13 i problemi sono maggiori perché il pallone per le nostre giocatrici ma anche per i giocatori è pesante e una tecnica errata può portare con il tempo a danni pesanti anche alla schiena. Innanzitutto bisogna eseguire gli ultimi due appoggi nella sequenza destro-sinistro (stiamo facendo il caso di un destro, per il mancino tutto sarà ribaltato) per avere poi anche maggior equilibrio. Il passo di rincorsa deve essere radente al suolo per non disperdere poi energia, accumulata grazie alla rincorsa, che mi servirà per il salto. Per questo bisognerà assolutamente evitare di far effettuare dei balzi alle nostre atlete. Gli ultimi due appoggi devono essere effettuati in accelerazione anche per favorire il richiamo delle braccia verso l'alto. Il sinistro, ultimo appoggio, deve servire da perno e quindi deve avere la punta del piede rivolta verso l'interno per favorire la verticalizzazione del salto. Il colpo sulla palla? Al momento di impatto della mano con la palla la sfera deve essere sopra la spalla con il braccio disteso alla massima altezza e cioè con il braccio di fianco alla testa. Porre attenzione anche alla ricaduta che deve essere effettuata per ammortizzare la discesa. Per questo bisogna ricadere prima di tutto sulle punte per poi utilizzare tutta la pianta del piede e le ginocchia per attutire la ricaduta dal salto.

martedì 25 gennaio 2011

Esercizi per fissare la posizione di bagher

Ecco alcuni esercizi per iniziare a fissare la posizione del bagher:
• Posizione quadrupedica palmo delle mani in appoggio a terra, braccia extra ruotate, flesso estensione del busto
• Fronte al muro, palmo delle mani in appoggio con braccia extra ruotate allontanare il corpo il piu’ possibile dal muro senza staccare le braccia.
• Camminare appoggiando un ginocchio a terra
• Da posizione base effettuare dei molleggi sulle gambe con palla medica
• A coppie uno fronte l’altro in posizione base afferrare un bastoncino e tirando spostarsi in forma libera per il campo
• Da posizione base eseguire dei saltelli in avanti \ dietro
• Da posizione base alternare il piede avanti
• Da posizione base al segnale effettuare un doppio appoggio alternando il piede di partenza ( avanti \ dietro)
• Da posizione base effettuare spostamenti av \ dietro mantenendo in mezzo alle gambe i cinesini o una panca
• Da posizione base effettuare spostamenti av \ dietro \ sx \ dx passando sotto un elastico teso ad idonea altezza

venerdì 21 gennaio 2011

Bagher, analisi tecnica

L’analisi tecnica del bagher permette di scomporre il gesto nelle sue componenti
Presa : pollici corrono paralleli tra loro - polsi rivolti verso il basso
Deve garantire stabilità al piano di rimbalzo, favorire l’extrarotazione e concorrere all’ iper estensione delle braccia. Nella maggior parte dei casi la mano forte stringe la mano debole o viceversa, i pollici risultano paralleli tra di loro ed i polsi vengono estesi verso il basso, l’estensione dei pollici verso il basso aiuta l’iper estensione delle braccia. Esistono differenze individuali nel formare la presa, il tipo più comune ed utilizzato è il seguente: una delle due mani con le dita unite e distese si appoggia sul palmo dell’altra, idue pollici avvolgono le due mani formando con le stesse una conca.
Braccia: extraruotate - iperestese
L’ atteggiamento di extrarotazione ed iperestensione delle braccia deve essere assunto prima del contatto con la palla e mantenuto al momento del tocco e durante la fase finale di svincolo della presa. L’angolo tra le braccia e il busto deve essere il più aperto possibile. Il pallone va colpito appena sopra ai polsi, l’impatto deve essere simmetrico.
Spalle: anteriorizzate - ravvicinate
Fondamentali per la qualità dell’esecuzione del nostro bagher. La maggior parte dei micro adattamenti avvengono a livello delle spalle, influenzando la zona di arrivo della palla rispetto alla rete, la parabola della ricezione ed inoltre intervengono in maniera importante nell’ottimizzare la spinta. Devono sempre “ essere in spinta”, cioè anteriorizzate e rivolte verso la rete anche quando si effettuano movimenti all’indietro.
Dal punto di vista tecnico la posizione ottimale la si raggiunge facendole salire e ravvicinandole tra loro in modo da favorire l’extrarotazione e l’unione delle braccia.
Busto:
Mantiene in toto sempre una inclinazione in avanti che cambia al variare della distanza da rete e dall’ altezza della palla da ricevere, e dall’altezza del baricentro da terra. Inoltre la parte alta dorso \ scapolare interviene in maniera importante nel processo di anteriorizzazione delle spalle aumentando la cifosi dorsale.
Gambe:
La posizione varia in funzione della velocità e della traiettoria della palla. La costante è comunque quella di ricercare una base d’appoggio ampia e divaricata. L’angolo al ginocchio e alla caviglia deve essere chiuso per favorire l’abbassamento del baricentro.
Piedi:
Corrono paralleli tra loro, un piede leggermente avanti all’altro, caricando il peso sull’avampiede, si spostano indipendenti tra loro, il passo finale deve essere chiuso con un doppio appoggio. Molto importante l’azione di spinta delle caviglie in quanto è proprio questa azione che determina la profondità verso la rete che riusciremo a dare alla nostra parabola.

lunedì 10 gennaio 2011

Palleggio: difetti nei giovani e soluzioni attraverso gli esercizi

Ci sono degli aspetti che sono molto importanti, da curare nei giovani pallavolisti per quanto riguarda il palleggio. Il primo aspetto è certamente quello di arrivare sotto alla palla fermi. L'errore più frequente e, quello da curare maggiormente, è quello di palleggiare e poi continuare il movimento. Per risolvere questo difetto si potrebbe far correre i ragazzi e allo stop dell'allenatore gli atleti si devono fermare con un piede avanti all'altro (meglio che l'allenatore decida il piede e che si alterni il destro e il sinistro nella richiesta). Poi si può far fare lo stesso esercizio su palla lanciata, meglio se la palla viene rimessa in gioco battendo dal basso (diventa un segnale di prestiramento per la ragazza), dall'allenatore. Un altro aspetto da curare è l'arrivo sotto alla palla che deve portare a sviluppare una fase attiva, pronta per la spinta. Controllare che la palla "non scoppi in mano" all'atleta, che la sfera non riesca a "fare strada": vuol dire che la spinta delle game o è arrivata troppo presto o non c'è stata.

martedì 4 gennaio 2011

Esercizi analitici per migliorare la tecnica d'attacco

Ecco alcuni suggerimenti per effettuare un lavoro analitico per migliorare la tecnica d'attacco.
Il primo suggerimento è quello di curare la rincorsa e il braccio di attacco. Successivamente si potrà lavorare con un lavoro di sintesi per migliorare la globalità del gesto. La prima fase è la cura della fase rincorsa-stacco. Questa azione la si può migliorare facendo partire la giocatrice in posizione di equilibrio sul piede opposto al braccio di attacco per poi farle eseguire l'azione destro - sinistro. Un altro sistema è quello di far partire l'atleta da un piccolo rialzo per poi farle eseguire la fase destro-sinistro. Poi si può inserire la rincorsa. Si può fare autolancio, rincorsa e presa a due mani della palla alla massima altezza. E' importante in questa fase curare l'anticipo delle braccia: ossia gli arti devono già salire per caricare il colpo prima che atleta si stacchi da terra. Per sensibilizzare la fase aerea con due braccia si può far schiacciare all'atleta la palla a due mani nell'altro campo. Ora si può iniziare a lanciare la palla all'atleta purchè il lancio sia abbastanza basso, quasi come un mezza, per far concentrare l'atleta solo sulla tecnica e non farla preoccupare del tempo sulla palla. Per quanto riguarda il colpo sulla palla meglio prima eseguirlo con palle di dimensioni ridotte rispetto a quella usuale, magari piedi a terra e poi con la rete più bassa.

lunedì 3 gennaio 2011

L'attacco: la progressione dagli 8 ai 12 anni

L'attacco è sicuramente il fondamentale che attrae di più i giovani e è quello più facile da far comprendere ai ragazzi anche in giovane età, non così facile per la difesa. L'attacco può essere definito come è la tecnica conclusiva di un’azione di squadra con la quale il giocatore manda la palla nel campo avversario cercando di darle una traiettoria la più tesa, veloce ed insidiosa possibile con l’obiettivo che non sia rigiocata, cercando di ottenere il punto. Il procedimento d'insegnamento può essere suddiviso in 5 fasi:
1 - studio del comportamento degli arti superiori nel colpire la palla
2 - studio del comportamento degli arti inferiori e del tronco attraverso lo stacco
3 - effettuazione della schiacciata a palla ferma e coordinamento degli arti superiori col corpo
4 - effettuazione della schiacciata con alzata fissa ed uguale
5 - la schiacciata nella sua globalità con alzata normale
A 8 anni si può allenare la fase 1, a 9 la fase 2, a 10 la fase 3, a 11 la 4 e a 12 la 5.

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