venerdì 18 febbraio 2011

La difesa: misuratore della capacità agonistica e mentalità della squadra

La difesa può essere visto come il termometro per misurare lo spirito agonistico di una squadra, la sua mentalità, la tenacia e la voglia di vincere. Spesso il recuperare un pallone a terra è solo una questione di volontà. Predisposizione che deve essere allenata nelle sedute. La difesa non è una situazione di inferiorità rispetto all'attacco ma è una situazione in cui l’esaltazione del sistema percettivo e di elaborazione tattica, può compensare difficoltà dal punto di vista motorio (difficile diventare un ottimo ricettore ma la difesa misura la volontà e la passione di un atleta e tutti possono diventare dei buoni difensori). Per questo il tuffo è una pratica da insegnare ma bisogna inseguire la possibilità di evitarlo proprio perché è una compensazione a una lettura inefficace della situazione di gioco.
L'allenamento si basa su 4 fasi:
-Valutazione ed elaborazione tattica dei dati
- Applicazione delle tecniche di difesa.
- Protezione del proprio campo (schieramento e posizionamento).
-Stretto collegamento tra difesa, alzata e contrattacco.

lunedì 7 febbraio 2011

L'attacco: il lavoro dei piedi

Fondamentale per impostare un buon colpo di attacco è il lavoro della fase dei piedi prima dello stacco. Infatti, partendo dal pressupposto che la rincorsa deve essere sviluppata in accelerazione, ecco che determinante diventa il lavoro dei piedi. Devo aspettare e poi entrare accelerando per favorire la salita delle braccia. Una rincorsa in decelerazione o peggio ancora un arrivo per aspettare la palla poi porta a un colpo d'attacco poco potente. Molta importanza hanno i due appoggi finali. Il lavoro di appoggio deve essere effettuato prima con il tallone poi con la punta del piede per sfruttare la spinta in aria che può dare questo movimento di battuta (come nel salto in alto). Per lo stesso motivo il penultimo appoggio deve cercare di essere più lungo possibile, per trasformare la rincorsa in spinta verticale. Il penultimo appoggio deve essere lungo e radente per non disperdere energia che poi mi deve servire per il salto. Un balzo per poi cercare la spinta verso l'alto mi farebbe perdere potenziale nel salto che ne subirebbe sicuramente uno svantaggio

mercoledì 2 febbraio 2011

Attacco: fondamentale lavorare bene per prevenire gli infortuni, ecco le basi tecniche

L'attacco è un fondamentale importante che si deve sviluppare bene nelle categorie under 13 e under 14. E' un fondamentale importante perché se insegnato male può far sviluppare degli infortuni alla spalla. Nella pallavolo infatti si batte e si attacca molto e quindi è necessario pareggiare tutto il lavoro di chiusura, che si fa nel normale svolgimento del gioco della pallavolo, con delle aperture effettuate con degli elastici (ciò comunque sarà difficile). In under 13 i problemi sono maggiori perché il pallone per le nostre giocatrici ma anche per i giocatori è pesante e una tecnica errata può portare con il tempo a danni pesanti anche alla schiena. Innanzitutto bisogna eseguire gli ultimi due appoggi nella sequenza destro-sinistro (stiamo facendo il caso di un destro, per il mancino tutto sarà ribaltato) per avere poi anche maggior equilibrio. Il passo di rincorsa deve essere radente al suolo per non disperdere poi energia, accumulata grazie alla rincorsa, che mi servirà per il salto. Per questo bisognerà assolutamente evitare di far effettuare dei balzi alle nostre atlete. Gli ultimi due appoggi devono essere effettuati in accelerazione anche per favorire il richiamo delle braccia verso l'alto. Il sinistro, ultimo appoggio, deve servire da perno e quindi deve avere la punta del piede rivolta verso l'interno per favorire la verticalizzazione del salto. Il colpo sulla palla? Al momento di impatto della mano con la palla la sfera deve essere sopra la spalla con il braccio disteso alla massima altezza e cioè con il braccio di fianco alla testa. Porre attenzione anche alla ricaduta che deve essere effettuata per ammortizzare la discesa. Per questo bisogna ricadere prima di tutto sulle punte per poi utilizzare tutta la pianta del piede e le ginocchia per attutire la ricaduta dal salto.