E' difficile centrare il problema dei nostri allievi e a volte può sembrare di girare a vuoto. Durante l'allenamento dobbiamo curare ogni fase perché non ci sono colpi nulli. Ad esempio se alleno difesa e attacco a coppie ottengono una buona quantità di palloni giocati dal mio giocatore che però, visto che di mezzo non c'è la rete, per tirare più forte abbassa il colpo e quindi non stabilizza il gesto d'attacco al meglio. Così come se la maggior parte del mio allenamento lavoro sul palleggio in avanti rischio di avere palleggiatori che, visto che devono palleggiare solo avanti, stabilizzeranno un gesto con una palla più bassa e davanti alla testa, inserendo problematiche difficile da risolvere quando si effettuerà il palleggio in avanti. Se sbaglio allenamento non solo sto perdendo tempo ma sto anche portando i miei atleti su una strada errata. L'errore buono è quello che devo combattere per migliorare e è parte integrante dello sviluppo del giocatore. Se non c'è errore, non c'è evoluzione. Un esempio di errore buono è sbagliare la battuta jump float in rete perchè il jump float è stato inventando per togliere la fase ascendente, la prima parte di traiettoria, della battuta.
pallavolo tecnica
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domenica 2 gennaio 2011
L'allenamento: alcuni principi
Ecco alcuni aspetti da tenere in considerazione per svolgere un buon allenamento per la propria squadra:
-la tecnica deve sempre essere allenata e fino in under 18 ci deve essere almeno un allenamento di solo tecnica
-deve essere sempre sfruttato lo spazio rete
- l'allenatore deve essere in grado di gestire gli atleti almeno 1 ora al 100%, quindi fondamentale diventa la prima mezzora di riscaldamento
-concetto cardine è non fare esercizi troppo complicati o con troppi vincoli: più il livello della squadra è basso, più è importante non sbagliare allenamento. Con il nuovo sistema di punteggio chi sbaglia meno vince.
Quali strumenti per scegliere al meglio cosa allenare? Per valutare meglio il livello della propria squadra giocano un ruolo fondamentale le statistiche sia individuali sia di gruppo. Analizzare le informazioni ricevute attraverso gli scores aiuta ad allenare i punti deboli ed a potenziare i punti di forza.
-la tecnica deve sempre essere allenata e fino in under 18 ci deve essere almeno un allenamento di solo tecnica
-deve essere sempre sfruttato lo spazio rete
- l'allenatore deve essere in grado di gestire gli atleti almeno 1 ora al 100%, quindi fondamentale diventa la prima mezzora di riscaldamento
-concetto cardine è non fare esercizi troppo complicati o con troppi vincoli: più il livello della squadra è basso, più è importante non sbagliare allenamento. Con il nuovo sistema di punteggio chi sbaglia meno vince.
Quali strumenti per scegliere al meglio cosa allenare? Per valutare meglio il livello della propria squadra giocano un ruolo fondamentale le statistiche sia individuali sia di gruppo. Analizzare le informazioni ricevute attraverso gli scores aiuta ad allenare i punti deboli ed a potenziare i punti di forza.
mercoledì 29 dicembre 2010
Una corretta metodologia per motivare al meglio l'atleta
Una corretta metodologia è la base per motivare al meglio i nostri atleti. Esistono 3 punti da cui partire: valutazione del materiale umano a disposizione, metodologia corretta da utilizzare, comunicazione.
Fondamentale è dare solo le informazioni più importanti: ripetere sempre le stesse cose non serve anzi potrebbe far diminuire l'attenzione del gruppo. L'attenzione è importante per apprendere, quindi deve essere sempre massima. Dire troppe cose contemporaneamente è un errore di comunicazione. Il concetto della comunicazione è la chiave per raggiungere dei miglioramenti sia individuali sia di gruppo. L'allenamento deve essere specifico e le correzioni devono riguardare solo gli aspetti da curare. Allenare tutto non serve ai fini del miglioramento: è importante dare ogni volta nuovi compiti da svolgere, nuovi stimoli: bisogna stimolare i giocatori al miglioramento.Il miglioramento deriva dalla comprensione da parte del singolo. La metodologia è molto più importante della tecnica. Alla base della metodologia c'è la motivazione. L'allenamento deve avere una struttura semplice con obiettivi diversi. Ogni tecnico quindi deve ricercare nell'allenamento la massima qualità; deve fare attenzione a modulare gli interventi in allenamento: infatti deve valutare il fine dell'allenamento e seguire una metodologia progressiva (concetto della progressione didattica). E' utile ogni tanto che il tecnico diventi giocatore in un'altra realtà al di fuori della propria squadra: aiuta a valutare in modo più oggettivo il proprio ruolo.
Fondamentale è dare solo le informazioni più importanti: ripetere sempre le stesse cose non serve anzi potrebbe far diminuire l'attenzione del gruppo. L'attenzione è importante per apprendere, quindi deve essere sempre massima. Dire troppe cose contemporaneamente è un errore di comunicazione. Il concetto della comunicazione è la chiave per raggiungere dei miglioramenti sia individuali sia di gruppo. L'allenamento deve essere specifico e le correzioni devono riguardare solo gli aspetti da curare. Allenare tutto non serve ai fini del miglioramento: è importante dare ogni volta nuovi compiti da svolgere, nuovi stimoli: bisogna stimolare i giocatori al miglioramento.Il miglioramento deriva dalla comprensione da parte del singolo. La metodologia è molto più importante della tecnica. Alla base della metodologia c'è la motivazione. L'allenamento deve avere una struttura semplice con obiettivi diversi. Ogni tecnico quindi deve ricercare nell'allenamento la massima qualità; deve fare attenzione a modulare gli interventi in allenamento: infatti deve valutare il fine dell'allenamento e seguire una metodologia progressiva (concetto della progressione didattica). E' utile ogni tanto che il tecnico diventi giocatore in un'altra realtà al di fuori della propria squadra: aiuta a valutare in modo più oggettivo il proprio ruolo.
martedì 28 dicembre 2010
Dal dire al fare: come preparare al meglio l'atleta con un allenamento completo
Se solo la fase gioco non può bastare al nostro giocatore così come solo la fase analitica quale è il giusto mix per un buon allenamento? Un buon allenamento deve essere formato da tre fasi: quella analitica, quella di sintesi e quella globale. L'allenamento deve servire per insegnare, condizionare e consolidare. Nella fase analitica si prenderà in considerazione solo un particolare del fondamentale che si vuole curare e per ciò bisogna conoscere il fondamentale e la sua tassonomia (cioè le tappe da seguire durante l'apprendimento del fondamentale). Poi ci sarà la fase di sintesi dove si mettono insieme più fondamentali: saltare questa fase è come dare le chiavi di una macchina a qualcuno dopo avergli insegnato come guidare e i segnali stradali e digli di andare in stazione a Milano. Poi si passerà alla fase globale. La tecnica si stabilizza attraverso il lavoro di sintesi e globale.
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